Lo studio legale Avvocato Garofalo, con sede in Milano, è specializzato nel trattare casi di diritto di famiglia.

La separazione può essere:

 

La separazione personale dei coniugi è regolata dall’art.150 c.c. ed ha un carattere temporaneo che può sfociare nella riconciliazione tra i coniugi o nella richiesta di divorzio; solo quest’ultimo è in grado di sciogliere il vincolo matrimoniale, facendo venir meno lo status giuridico di coniuge. Nel giudizio di separazione la qualità di parte spetta esclusivamente ai coniugi e non può essere riconosciuta ai parenti di questi neppure al limitato fine di meglio tutelare gli interessi dei figli minori; ai parenti, infatti, la legge espressamente riconosce soltanto la legittimazione a sollecitare in diversa sede, il controllo giudiziario sull’esercizio della potestà dei genitori al fine di conseguire la tutela degli oggettivi interessi de minori.

 

La separazione consensuale.

La separazione consensuale avviene d'accordo tra le parti e acquista efficacia solo con l'omologazione da parte del tribunale adito, purché le condizioni di separazione concordate dai coniugi non contrastino con gli interessi dei figli.
La procedura di separazione consensuale inizia con il deposito di un ricorso presso la Cancelleria del Tribunale dove i coniugi hanno avuto l’ultima residenza in comune. Il Presidente fissa poi l’udienza di comparizione delle parti e in quella sede verrà redatto verbale seguito successivamente dal decreto di omologazione. Dalla data di comparizione decorrono i sei mesi per la richiesta di divorzio. Nella separazione consensuale le parti possono stare in giudizio senza l’assistenza di un difensore.

 

La separazione consensuale attraverso la negoziazione assistita.

Il D.L. 132 del 2014 prevede anche una diversa procedura per ottenere la separazione: la negoziazione assistita; in questo caso però i coniugi, pur essendo d’accordo, devono essere assistiti da legali diversi che rappresentano gli interessi di ciascun coniuge. Con la conversione in legge del Decreto, sono state introdotte infatti rilevanti modifiche rispetto alla prima versione dell’art. 6. Il testo originario parlava di assistenza di un avvocato, mentre attualmente per avviare la procedura di negoziazione assistita è necessario un avvocato per ogni parte.
La legge di conversione ha introdotto anche il passaggio obbligatorio dell’accordo alla Procura della Repubblica presso il tribunale.
Quanto ai requisiti necessari per la soluzione consensuale di separazione e divorzio mediante negoziazione assistita, dopo la modifica introdotta in sede di conversione, anche i coniugi con prole minorenne, maggiorenne non autosufficiente, incapace o con handicap grave, possono accedere alla procedura.
Dopo la redazione della convenzione, si procede alla stesura dell’accordo che contiene le condizioni di separazione e divorzio, siano esse riguardanti l’affidamento o il mantenimento dei figli, l’assegno di mantenimento per il coniuge o i trasferimenti di tipo patrimoniale nell’ambito delle soluzioni alla crisi coniugale.
In questa fase di redazione dell’accordo, sono rilevanti i compiti e le funzioni attribuite all’avvocato, che deve, infatti, avvisare le parti della possibilità di esperire la mediazione familiare e deve tentare la conciliazione tra i coniugi. In caso di figli minori, egli deve ricordare alle parti l’importanza che i figli trascorrano tempi adeguati con entrambi i genitori. Di queste attività deve essere dato atto nel testo dell’accordo redatto a seguito della negoziazione.
Infine, l’avvocato deve dichiarare sotto la propria responsabilità che gli accordi non sono contrari a norme imperative di legge e all’ordine pubblico, ossia che non siano presenti condizioni che ledano diritti considerati indisponibili.
L’Accordo deve essere inviato al Procuratore della Repubblica presso il tribunale competente e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, con documento datato 16 dicembre 2014, ha specificato alcune linee guida per gli adempimenti previsti dall’art. 6 della legge 162/2014:

  1. Riguardo alla separazione, è necessario allegare sempre l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio, il certificato di residenza dei coniugi e lo stato di famiglia.
  2. Per il divorzio occorre, ovviamente, anche la sentenza o il decreto di omologa della separazione.
  3. Per la modifica delle condizioni di separazione o divorzio l’accordo deve essere corredato dalle copie autentiche dei provvedimenti contenenti gli accordi precedenti (provvedimenti giudiziari o accordi sottoscritti mediante negoziazione assistita o di fronte all’Ufficiale dello Stato Civile).
  4. Un’altra importante specifica riguarda la documentazione fiscale. Nel silenzio della legge, il Tribunale di Milano ha ritenuto essenziale l’allegazione delle dichiarazioni dei redditi relativi agli ultimi tre anni – in parallelo con la normativa sulla separazione e divorzio – ma solo nel caso in cui siano presenti figli minorenni, maggiorenni non autosufficienti, portatori di handicap grave o incapaci.

 

Separazione Giudiziale.

La separazione giudiziale è disciplinata dall’art.151 c.c. e può essere pronunciata dal Tribunale competente quando venga accertata la sussistenza di fatti obiettivi che rendono intollerabile la prosecuzione del rapporto di coniugio o che siano di pregiudizio per la prole.
In base alla normativa su richiamata, la separazione giudiziale può essere con addebito a carico di uno dei coniugi ogni qualvolta il tribunale accerti che la crisi coniugale sia ricollegabile al comportamento oggettivamente trasgressivo di uno o di entrambi i coniugi che abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale. Un esempio può essere dato dall’abbandono della casa coniugale in quanto porta all’impossibilità della convivenza (e quindi costituisce una violazione di un obbligo matrimoniale), salvo che l’altra parte non provi che l’abbandono è determinato da una giusta causa.

 

Separazione di fatto.

Bisogna considerare che la separazione di fatto, non garantisce al coniuge collocatario (presso cui i figli vivono) la continuità dell’assegno del contributo di mantenimento, non esistendo un titolo esecutivo che permetta di agire contro il coniuge onerato. E' consigliabile per coloro che prediligono questa scelta di determinare le condizioni relative al sostegno economico che un coniuge deve dare all'altro anche per il mantenimento dei figli.

 

Scioglimento anticipato della comunione legale.

La nuova formulazione dell’art. 191 c.c. prevede lo scioglimento della comunione legale: in caso di separazione giudiziale, nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati; in caso di separazione consensuale dalla comparizione delle parti davanti al presidente, purché il verbale venga omologato.
Fino ad oggi la comunione legale si scioglieva con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale o del decreto di omologa della separazione consensuale.
Ciò permette di definire fin da subito i rapporti patrimoniali tra coniugi in regime di comunione legale.
Lo stesso articolo della legge di riforma aggiunge una previsione di natura procedurale secondo cui l’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione sull’atto di matrimonio.


Avv. Maria Garofalo, Milano.

Studio Legale Garofalo, specializzato in diritto di famiglia, avvocato matrimonialista, avvocato divorzista, tutela interessi coniugi e minori.

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Lo Studio Legale Avvocato Garofalo, Milano, ed in particolare l'avv. Maria Garofalo, è specializzato nel trattare casi di dritto di famiglia, come avvocato familiarista, avvocato divorzista, rappresentante del coniuge in negoziazione assistita.    .

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In evidenza

  • 11
    Ago '18

    Avvocato Milano: Studio Legale Garofalo

    Lo Studio Legale Garofalo, Milano, opera nell'ambito del diritto di famiglia da oltre vent'anni occupandosi in particolare di casi di separazione, divorzio, affido minori, tutela diritti delle parti, oltre che in ambito di diritto civile per azioni legali relative a contrattualistica. Il servizio offerto dallo Studio Legale nel diritto di famiglia mira ove possibile a favorire la ricerca di un accordo tra gli assistiti, che concili gli interessi della prole o, in assenza di figli minori, i loro interessi.

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    La responsabilità genitoriale in caso di abbandono: c.d. illecito endofamiliare

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Pubblicazioni


appunti su normativa legale di separazione, divorzio, affido figli, casa coniugale




Disponibile per consultazione online la monografia dell'avvocato Maria Garofalo "Appunti di Diritto di Famiglia": note sulla normativa legislativa di diritto di famiglia: separazione, divorzio, figli minori, assegno mantenimento, assegnazione casa coniugale, tutela patrimonio.

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Cassazione: sull'assegno di divorzio - 11/07/2018

Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione, risolvendo un contrasto di giurisprudenza, con la sentenza n. 18287, depositata in data odierna, hanno stabilito che all’assegno di divorzio deve attribuirsi una funzione assistenziale e, in pari misura, compensativa e perequativa.

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Addio assegno divorzile in presenza di una nuova relazione

Il Tribunale di Como, a partire dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 2732/2018, determina che se l’ex partner ha una relazione con un nuovo compagno perde il mantenimento anche se tra i due non vi è stabile convivenza. Si cerca di fare chiarezza su situazioni in cui l'ex coniuge inizia una nuova relazione con caratteristiche similari a quelle della famiglia e continua a percepire un assegno di mantenimento che grava su situazioni personali già difficili.

Per una informazione più completa: articolo sul quotidiano Repubblica.

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