A disciplinare la complicatissima normativa della separazione personale o divorzio tra cittadini italiani e stranieri o tra cittadini stranieri residenti in Italia bisogna far riferimento alla legge del 1995 N. 218 che disciplinava il diritto internazionale privato e a più regolamenti europei che sono un’evoluzione di quella legge (in particolare il N. 1259 del 2010).

Un punto fermo, in materia di divorzio in questo ambito è che i Giudici italiani non applicheranno mai una legge straniera contraria all’ordine pubblico, che contrasti cioè con i valori fondamentali della nostra società civile o non tenga conto della parità di diritti dei coniugi.

 

Divorzio tra cittadini stranieri residenti in Italia

Ai sensi dell’art. 31 L. n.218 /95 del diritto internazionale privato “La separazione personale e lo scioglimento del matrimonio sono regolati dalla legge nazionale comune dei coniugi al momento della domanda di separazione o di scioglimento del matrimonio; In mancanza si applica la legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale risulta prevalentemente localizzata.

Nel caso in cui la legge straniera applicabile non preveda la separazione o il divorzio, si applica la legge dello stato italiano, nel nome del principio della libera determinazione delle parti e la loro volontà e in accordo con i principi fondamentali dell’ordinamento italiano, per cui non può essere preclusa a una coppia la possibilità di chiedere, in Italia, la separazione o il divorzio tra cittadini stranieri (com’è nelle Filippine).

Fuori da questa ipotesi, le parti possono concordare la legge da far applicare secondo alcuni criteri prestabiliti e potranno per esempio optare per la legge del loro paese di appartenenza se è a loro più favorevole. Così due cittadini russi o marocchini potranno chiedere in Italia direttamente il divorzio in quanto nei loro paesi non è prevista la separazione personale.

Naturalmente la scelta non sarà completamente libera ma dovrà essere riferita a uno dei seguenti casi (alternativi tra loro):

  • a) la legge dello Stato della residenza abituale dei coniugi al momento della conclusione dell’accordo;
  • b) la legge dello Stato dell’ultima residenza abituale dei coniugi se uno di essi vi risiede ancora al momento della conclusione dell’accordo;
  • c) la legge dello Stato di cui uno dei coniugi ha la cittadinanza al momento della conclusione dell’accordo;
  • d) la legge del foro.

 

 In mancanza di un accordo tra loro, l’art. 8 del Reg. CE 1259/10  prevede ulteriori criteri sussidiari per coprire ogni eventualità, nei termini seguenti:

  1.  a) della residenza abituale dei coniugi nel momento in cui è adita l’autorità giurisdizionale;

in mancanza

  1. b) dell’ultima residenza abituale dei coniugi ( che sia almeno di un anno), se uno di essi vi risiede ancora nel momento in cui è adita l’autorità giurisdizionale;

 in mancanza

  1.  c) di cui i due coniugi sono cittadini nel momento in cui è adita l’autorità giurisdizionale;

in mancanza

  1. d) in cui è adita l’autorità giurisdizionale.

In mancanza di una scelta ai sensi dell’articolo 5, il divorzio e la separazione personale sono disciplinati dalla legge dello Stato.

 

 

Separazione o divorzio tra cittadini transfrontalieri dell’Unione Europea.

Le norme relative alla separazione o divorzio possono variare da paese a paese.

Tuttavia, esistono delle norme UE atte a determinare quali tribunali siano competenti e quale diritto si applichi nei casi che vedono coinvolti due o più paesi dell'UE (es: due coniugi vivono in paesi diversi o hanno cittadinanza diversa), che possono riguardare la competenza o la legge prevalente.

Competenza:

L'istanza di divorzio o di separazione legale può essere presentata da entrambi i coniugi, come domanda congiunta, oppure da un solo coniuge:

  • dove si viva con il coniuge;
  • dove ha vissuto insieme l’ultima volta (a condizione che uno dei due coniugi ci viva ancora);
  • dove vive uno dei due coniugi (il ricorso in questo caso deve essere congiunto);
  • dove vive l’altro coniuge;
  • dove vive il ricorrente purché alla data di presentazione della domanda risiede in quel paese da almeno sei mesi ;
  • dove si ha la cittadinanza o vi risiede almeno da un anno;
  • nello stato dove entrambi hanno la cittadinanza.

Il tribunale adito correttamente è anche competente a decidere sulle questioni riguardanti la responsabilità genitoriale se il minore vive nel paese in questione.

 

Applicazione della legge

16 paesi dell'UE hanno adottato un insieme unico di regole per determinare quale legge vada applicata ai divorzi transfrontalieri. Tali paesi sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna.

In questo caso, i coniugi possono concordare di applicare la normativa del paese in cui:

  • uno dei due risiede abitualmente;
  • dove hanno vissuto insieme l'ultima volta (a condizione che uno di voi due ci viva ancora);
  • uno dei due è cittadino;
  • in cui viene presentata l'istanza di divorzio.

 

Se, quindi, i coniugi sono d’accordo, l’Autorità adita applicherà la legge:

  • del paese in cui le parti risiedono abitualmente
  • in mancanza di ciò, del paese in cui hanno vissuto insieme l’ultima volta (purché tra la convivenza e la presentazione della domanda sia intercorso un lasso di tempo non inferiore all’anno).
  • in mancanza di ciò, del paese di cui siete entrambi cittadini
  • in mancanza di ciò, del paese in cui viene presentata l'istanza di divorzio.

Riconoscimento del divorzio e della separazione legale all'estero.

Una sentenza di divorzio o di separazione legale pronunciata in un paese dell'UE è automaticamente riconosciuta negli altri paesi dell'Unione: non sono necessarie procedure supplementari.

 

 

Avv. Maria Garofalo, Milano.

Studio Legale Garofalo, specializzato in diritto di famiglia, avvocato matrimonialista, avvocato divorzista, tutela interessi coniugi e minori.

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