La potestà è l’obbligo per i genitori di mantenere, istruire ed educare la prole nel pieno rispetto della loro personalità, ai sensi dell’art.148c.c. e 316 bis c.c. in conformità a quanto previsto dall’art.30 della Costituzione che si esprime in tal senso, sottolineando che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. La violazione della normativa, attraverso atti pregiudizievoli per il minore quali: l’ abbandono, la perdita di ogni interesse nei suoi confronti o l’attuazione di comportamenti gravi nei confronti del figlio, è sicuramente lesivo dell’integrità psicologica della prole, con gravi conseguenze per il suo sviluppo.

 

 

Potere-dovere dei genitori.

Il potere che la legge riconosce ai genitori non è quindi assoluto, ma accompagnato dal dovere di tutelare lo sviluppo psico-fisico dei figli, rispettandone la personalità in tutte le sue accezioni. L’educazione impartita ai minori è pertanto funzionale al loro interesse e il venir meno di tali prerogative potrebbero danneggiarli. Per questo motivo, il Tribunale di competenza, una volta investito del compito di accertare l’esistenza dei presupposti che portano alla decadenza della potrà potestà genitoriale ai sensi dell’art.330 c.c., dovrà esaminare la pregiudizialità della condotta del genitore e le conseguenze che potrebbero incidere sulla sua crescita.

La valutazione della gravità del comportamento dei genitori è rimessa dunque al giudice, il quale se ritiene che i motivi sono particolarmente gravi (come nel caso di abbandono, trascuratezza, o maltrattamenti)  può anche ordinare l’allontanamento del genitore dal figlio.

 

Motivi di decadenza della potestà genitoriale.

Il giudice può pronunciare la decadenza dalla potestà (art. 330c.c.) quando il genitore:

- è violento o maltratta i figli (maltrattamenti in famiglia, violenza, lesioni ecc.).

- vìola o trascura i doveri ad essa inerenti, ovvero abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio per il figlio;

- non tiene conto delle capacità, inclinazioni naturali o aspirazioni dei figli anche ai fini delle scelte sul mantenimento, istruzione o educazione;

- abusa dei poteri attribuitigli dalla stessa potestà, per esempio, nell’ipotesi di continue umiliazioni, violenza verbale, punizioni eccessivamente severe ecc.

 

Procedura e competenza.

Un genitore o altri parenti o il Pubblico Ministero, nell’interesse del bambino/ragazzo e in presenza dei motivi di decadenza prevista dalla normativa, può adire il Tribunale dei Minorenni del luogo ove il minore risiede e con ricorso chiedere un provvedimento di decadenza dalla potestà genitoriale a carico del genitore che è venuto meno alla sua funzione di educatore. Il tribunale, una volta assunte informazioni e disposto l’ascolto del minore che abbia compito dodici anni (o età inferiore ove capace di discernimento), provvede in camera di consiglio. In caso di grave pregiudizio per il figlio, il tribunale può decidere inaudita altera parte, cioè senza la presenza delle parti, prendendo d’ufficio i provvedimenti urgenti e temporanei nell’interesse del minore.

 

Effetti della dichiarazione di decadenza della potestà genitoriale.

Il provvedimento di decadenza comporta per il genitore nei cui confronti è stato emesso la sospensione dalla titolarità e dall'esercizio della responsabilità genitoriale, pur mantenendo tutti gli oneri del mantenimento a meno ché esso non contrasti con gli effetti della pronuncia.

Se il provvedimento di decadenza viene pronunciato nei confronti di un solo genitore l'esercizio della responsabilità genitoriale spetterà in modo esclusivo all'altro genitore. Qualora coinvolga entrambi o in presenza di un unico genitore che esercitava la potestà genitoriale, il collocamento del minore avverrà al di fuori dell'ambito della famiglia, con attribuzione a soggetti terzi, ovvero a istituzioni pubbliche, dell'esercizio della responsabilità genitoriale.

 

Durata della decadenza della potestà genitoriale.

Gli effetti della pronuncia sulla decadenza della patria potestà possono essere limitati nel tempo, in conformità a quanto voluto dal nostro legislatore che sicuramente privilegia il rapporto tra genitori e figli, nell’interessi di questi ultimi. Ed infatti, il genitore decaduto può essere integrato dal giudice nella potestà ogni qual volta vengano meno i motivi e le ragioni che hanno determinato il provvedimento di decadenza e non vi è più pericolo di pregiudizio per i figli.

 

 

Avv. Maria Garofalo, Milano.

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  • 11
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  • 01
    Set '18

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    Cominciamo col dire che la responsabilità genitoriale, sorge al momento della nascita del figlio e non cessa per effetto della separazione o della cessazione degli effetti civili del matrimonio.  I doveri dei genitori sono espressamente disciplinati dagli artt. 147 e 148 c.c. e derivano direttamente dal dettato costituzionale ( art.2 e 30 Cost.). La consapevole condotta abbandonica del genitore è una chiara violazione di questi doveri in quanto rientra nel novero dei diritti costituzionalmente garantiti.

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